butnot

APRIL 22, 2020

BUTNOT

STREETWEAR BRAND

Stile e personalità dal 2013: Butnot è un punto di riferimento imprescindibile quando si parla di streetwear brand indipendenti in Italia.

Il settore della moda è uno di quelli che maggiormente sta risentendo dell’emergenza Covid-19 e del relativo lockdown. In casa Butnot come viene vissuto questo periodo? 

Dobbiamo ammettere che, sia come rivenditori, sia come brand, la circostanza è piuttosto preoccupante. La collezione estiva era in consegna e si iniziavano a prendere ordini per quella invernale, ma oggi come oggi c’è molta incertezza. La nostra attitudine di sempre è quella di ‘prenderla sul ridere’ e vedere il buono in ogni situazione, ma oggi è particolarmente difficile.

D’altro canto, con la collaborazione del Sindaco e della Camera di Commercio di Napoli, ho promosso un’iniziativa in cui credo molto a supporto degli imprenditori e commercianti del settore che ha visto la partecipazione di una ventina di soggetti. Ci siamo riuniti per comprendere le difficoltà del momento ed immaginare delle soluzioni. Speriamo arrivi il giusto messaggio e ci si muova per quel che concerne le agevolazioni al nostro settore.

Qualche settimana fa Francesco Tombolini, presidente della Camera Nazionale dei Buyer ha proposto di congelare la Primavera/Estate 2020 e riproporla nella 2021. Cosa ne pensi?

Per certi versi sarebbe l’ideale; noi abbiamo ancora molta merce da consegnare e automaticamente bloccando tutto si è bloccata la filiera. Ma d’altra parte capisco che sia complesso. 

In ogni caso io sono pronto a tutto: essendo partito da zero non ho paura di farlo di nuovo. Sono solo molto preoccupato per i miei dipendenti ( 28 n.d.r. ) che sono a tutti gli effetti una famiglia, una vera e propria crew di cui non posso pensare di fare a meno e che spero che il calo drastico di fatturato non mi costringa a mettere in discussione.

Parlaci invece di come sta reagendo il vostro mercato online.

L’online si muove abbastanza, ma, come chiunque, abbiamo registrato un po’ di calo; d’altronde in questo momento la gente, specialmente chi già prima viveva in condizioni lavorative precarie, non pensa a comprare vestiti.

In ogni caso la sospensione del fisico ha messo tutti in crisi e questo ci deve far riflettere su quanto forse non siamo ancora così pronti ad una migrazione totale: l’online non è ancora in grado di rimpiazzare il negozio fisico. Manca il rapporto diretto con chi vende il prodotto, con le persone, con la sensazione del contatto. 

Io stesso sono venuto in showroom e mi sento già diverso, più ‘carico’. L’online è un ottimo mezzo, funziona, è molto comodo, però vuoi mettere la bellezza di uscire col tuo bambino e con tua moglie e andare a fare shopping in giro per la città?

Qualche giorno fa avete lanciato una campagna che ritraeva un modello “arrestato” da due carabinieri; com’è nata e cosa voleva significare? Quale messaggio voleva trasmettere?

Voglio precisare che l’immagine era puramente ironica, non una campagna contro il corpo dei carabinieri e le forze dell’ordine. Stavamo giocando con i grafici su questa fotografia, un po’ per scherzo, ed abbiamo notato che l’immagine funzionava, che aveva senso e poteva trasmettere un messaggio. Abbiamo pensato di postarla così affiancando un copy che esprimesse una richiesta di attenzione da parte dello Stato: “Il Made in Italy non può finire, facciamoci sentire”. È andata molto bene, l’hanno condivisa veramente in tanti e siamo arrivati a circa 40 mila like.

Ricordo lo scorso anno, la mia prima sfilata a MAZE è stata un’esplosione di emozioni ed ho un ricordo fantastico di quel momento. Speriamo di poterlo rivivere al più presto!

Recentemente le Fashion Week si sono attrezzate per diventare sempre più virtuali non potendosi tenere gli eventi nelle modalità tradizionali. Pensi che il futuro delle Fashion Week sarà lo streaming?

Onestamente penso che non si sia trattata di una bellissima esperienza ne’ per i brand ne’ per il pubblico. L’emozione che provi durante una sfilata dal vivo non ha paragoni! Ricordo lo scorso anno, la mia prima sfilata a MAZE è stata un’esplosione di emozioni ed ho un ricordo fantastico di quel momento. Speriamo di poterlo rivivere al più presto! 

Anzi, credo che questa corsa al digitale di questi mesi porterà la gente ad avere ancora più voglia di vedersi, toccarsi, incontrarsi, di comprare nel proprio negozio preferito. Dobbiamo sperare che non sarà il blocco psicologico a farla da padrone e che la voglia di ricominciare a fare determinate cose prevalga sulla paura di incrociarsi per strada. 

Lo scorso anno Butnot ha partecipato a MAZE presentando, tra le altre cose, una collaborazione chiacchieratissima con lo storico brand Lotto. Parlacene un po’. 

La collaborazione è andata molto bene, è stata accolta anche da realtà importanti come LuisaViaRoma e, per questo, sta andando avanti. Sfortunatamente è stata la prima consegna della stagione ed il fatto che sia capitata in pandemia, con gli store chiusi, è stato un vero peccato.

 Un’ultima domanda, non tanto all’imprenditore, ma all’uomo : come pensi che usciremo da questa esperienza, come umanità ?

Da una parte, sono molto sono felice e sollevato di vedere che la natura sta rinascendo;  ci sarebbe quasi da auspicare un periodo di pausa tutti gli anni per permettere all’ambiente di ‘riprendersi’. Dall’altra sono allarmato per il futuro come padre, come imprenditore che ha creato tutto dal nulla, perchè temo che ci vorrà molto tempo per ripartire e tornare al punto in cui ci eravamo fermati. Ad oggi è tutto talmente nuovo che non si riesce ad avere una prospettiva. Per alcuni fermarsi uno o due mesi significa chiudere le proprie attività, e ricostruire sarà un’impresa. 

 

Per quanto mi riguarda rimango tuttavia fiducioso perché sono consapevole di aver creato un brand abbastanza unico, che può contare su una buona base di fan e clienti affezionati. In questo senso mi sento di ribadire quanto sia importante lavorare sulla propria identità di brand: questo è ciò che ti farà sempre sopravvivere e distinguere. 

Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, sono fatto così! Quindi ce la faremo, restando uniti ed aiutandoci l’un l’altro. Spero anche con questa intervista di avere trasmesso un messaggio di speranza, di rivincita per tutti. Noi ci siamo!

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Fashion show S.S.2020 collection

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