APRIL 20, 2020

HUB STYLE

MEDIA

Tradition, innovation, performance. HUB Style intercetta e anticipa le profonde evoluzioni di sportswear e moda contemporanea.

Come sta reagendo HUB Style, uno dei media di moda di riferimento, con una grande attenzione al segmento urban/streetwear ed un’anima fortemente B2B, di fronte all’emergenza attuale? Come si è trasformato il lavoro di redazione?

HUB Style è sempre stato pienamente operativo e anzi abbiamo intensificato gli sforzi di tutto il nostro team (che lavora in smart working) per monitorare al meglio la situazione, realizzando vari contenuti utili e di servizio per tutti gli operatori e non solo. Stiamo approfondendo quotidianamente le notizie tramite tutti i nostri canali, realizzando dei veri e propri speciali. L’aumento del traffico esponenziale sul web e social ci sta confermando che l’iniziativa è stata molto seguita. La nostra anima trade ci consente di arrivare direttamente ai nostri interlocutori, supportando il più possibile anche le aziende e il mondo della distribuzione in questo momento molto complicato. Abbiamo inoltre rafforzato anche i contenuti rivolti al pubblico finale, raggiungendo un numero crescente di persone.

Come pensate che possa essere il “dopo Covid-19” nel settore Fashion? Shangai ha inaugurato la prima Fashion week completamente digitale, si parla di digital show-room e campagne vendita online; pensate che questa potrebbe essere una strada realmente percorribile in un futuro post-pandemia?

Crediamo sia ancora presto per trarre conclusioni affrettate. Anche se riteniamo che la digitalizzazione e la virtualizzazione prenderanno ancora più spazio prossimamente, pensiamo sarà fondamentale cercare di trovare un equilibrio tra le due realtà. I contatti “reali” tra le persone nonché la sensazione di toccare con mano e vedere in modo tridimensionale le collezioni, azioni che possono dare spunti e sensazioni fondamentali ai buyer, difficilmente potranno essere sostituiti.

In una prospettiva sempre più digitale, accelerata dalle attuali disposizioni, come si pone HUB Style nel suo essere un magazine che ha fatto della distribuzione di copie fisiche un valore, fino ad ora, imprescindibile?

HUB Style è un progetto nato fin da subito “ibrido” con delle caratteristiche particolari, mixando la parte digitale a quella legata al print che deve obbligatoriamente essere di qualità elevata e dare sensazioni forti e una soddisfazione nella lettura. Siamo convinti che le due opzioni si possano e si debbano integrare. Peraltro il magazine può essere sfogliato e visionato facilmente e senza barriere attraverso qualsiasi device in modo diretto e funzionale. Ma anche essere fruito con tempistiche differenti attraverso una lettura emozionale grazie a un formato, a una carta e una grafica molto piacevoli e godibili.

Per citare Francesco Tombolini (Camera Nazionale dei Buyers) “Il vecchio sistema delle stagioni scricchiola” ed oggi, mai come prima, si ripensa la distribuzione delle collezioni all’interno dell’anno alla luce delle nuove esigenze. Sono molti anni che l’industria streetwear è protagonista di questa tendenza con il sistema del rilascio di drop che prescindono dalle tempistiche tradizionali; pensate che un modello simile possa essere adottato dal ‘sistema-moda’ tout court? Con quali conseguenze?

Anche su questo andremmo molto cauti, non è semplice riuscire a gestire tutta la filiera della produzione se vengono stravolte le tempistiche. Anche se qualche aggiornamento dovrà essere necessariamente apportato e c’è già chi parla di un futuro della moda più “slow” e meno “fast”, con un forte ritorno alla qualità rispetto alla quantità. E questo qualcuno non è proprio uno degli ultimi arrivati, trattandosi – tra gli altri – di Giorgio Armani.

C’è già chi parla di un futuro della moda più “slow” e meno “fast”, con un forte ritorno alla qualità rispetto alla quantità.

Quale pensate che possa essere l’eredità di questa circostanza in seno al mondo della moda e, nello specifico, nel settore streetwear?

Crediamo che in ogni caso l’intero comparto moda dovrà necessariamente riflettere e reinventarsi. Lo streetwear dovrà seguire obbligatoriamente questa linea, ma non sarà certo facile resettare tutto rivoluzionando i canoni classici o i trend che hanno rappresentato le linee guida delle ultime stagioni. Prevediamo che ci possano essere senz’altro forti cambiamenti, in alcuni casi piccole rivoluzioni, ma non per forza riguarderanno tutto e tutti.

Quale sarà la prima cosa che farete quando tutto tornerà ad una quasi normalità?

Una bella riunione di redazione “fisica” e un pranzo tutti insieme per brindar alla ripartenza. La seconda più pragmatica sarà dimostrare di continuare ad essere un vascello pirata all’interno dell’universo editoriale moda dove magari alcune grandi navi avranno più difficoltà ad adattarsi e a navigare….schivando le secche.

Qual è un messaggio che volete condividere alla community?

#RIPARTIREINSIEME

Follow Us

Subscribe For Updates

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere info sulle prossime novità.